Capita spesso, dopo una seduta, che qualcuno mi chieda: “Quante volte dovrei venire per stare davvero meglio?”. È una domanda legittima, ma dietro c’è quasi sempre un’aspettativa che vale la pena chiarire: nessuna seduta, per quanto ben fatta, può “assorbire” da sola lo stress di settimane intere di ritmi frenetici, notifiche, scadenze e pensieri che non si spengono mai.
Lo Shiatsu può favorire il rilassamento e offrire un momento in cui il corpo si concede finalmente una pausa vera. Ma se poi si torna alle stesse abitudini di sempre, l’effetto tende a esaurirsi in fretta. Ho già scritto in generale di stress e ansia e di come lo Shiatsu può accompagnarne la gestione; qui invece voglio parlare di quello che succede tra una seduta e l’altra: le piccole pratiche quotidiane che, secondo la mia esperienza di questi anni, fanno davvero la differenza nel gestire lo stress percepito nel lungo periodo.
Perché una seduta sola non basta (e va bene così)
Quando ho iniziato a occuparmi di Shiatsu, provenivo io stesso da un periodo di forte stress. Ricordo bene quanto fosse allettante pensare che bastasse “un trattamento risolutivo” per tornare a stare bene. Con gli anni ho imparato che il benessere psicofisico funziona più come un equilibrio da coltivare giorno per giorno, che come un interruttore da accendere una volta e dimenticare.
Lo Shiatsu, in questo equilibrio, ha un ruolo prezioso: è un momento di ascolto del corpo, di rallentamento guidato, di contatto che aiuta a riconnettersi con sensazioni che nella routine tendiamo a ignorare. Ma funziona meglio come supporto periodico all’interno di un percorso più ampio, non come soluzione unica e isolata.
Le abitudini quotidiane che aiutano davvero
Non serve stravolgere la giornata. Le persone che vedo ottenere i risultati più stabili nel tempo sono quelle che integrano piccoli gesti costanti, non quelle che cercano il rimedio miracoloso.
1. Respirazione consapevole, anche solo due minuti
Lo stress si accumula spesso proprio nel respiro: diventa corto, alto, quasi trattenuto. Fermarsi due minuti, anche seduti alla scrivania, per respirare lentamente e a fondo, con un’attenzione particolare all’espirazione, può aiutare a segnalare al corpo che il “pericolo” percepito non è così urgente. È un gesto minuscolo, ma se ripetuto più volte al giorno cambia il modo in cui affrontiamo le ore successive.
2. Pause consapevoli tra un’attività e l’altra
Una delle abitudini che consiglio più spesso è quella di inserire micro-pause reali tra un compito e l’altro, senza riempirle subito con il telefono. Bastano trenta secondi di sguardo fuori dalla finestra, o di attenzione al contatto dei piedi con il pavimento. Sembra poco, ma è uno dei modi più semplici per interrompere il pilota automatico che alimenta la tensione accumulata.
3. Movimento, anche non strutturato
Non parlo necessariamente di sport intenso: anche una camminata di venti minuti, qualche allungamento al mattino o semplicemente alzarsi spesso durante il lavoro sedentario aiuta a scaricare la tensione muscolare che lo stress porta con sé. Il corpo e la mente comunicano continuamente: muovere il primo aiuta spesso a schiarire la seconda.
4. Una routine serale che prepara al riposo
Molte delle persone che incontro in studio raccontano di arrivare a sera “accese”, incapaci di staccare davvero. Costruire una piccola routine (luci più basse, niente schermi nell’ultima mezz’ora, magari qualche minuto di lettura o di respirazione) può favorire un sonno più ristoratore, che a sua volta è uno dei fattori più protettivi contro lo stress percepito. Ho dedicato un articolo a questo, con qualche abitudine pratica in più: routine serale per dormire meglio.
Il ruolo dello Shiatsu in questo percorso
È qui che, secondo me, lo Shiatsu trova il suo posto naturale: non come intervento isolato per “spegnere” lo stress in una volta sola, ma come momento periodico che accompagna e sostiene le abitudini quotidiane di cui ho parlato sopra.
Durante una seduta lavoro sul corpo nella sua interezza, seguendo i principi della Medicina Tradizionale Cinese e il metodo che negli anni ho sviluppato, Shiatsu Evolution. È un lavoro che aiuta a riportare attenzione al corpo, a sciogliere le tensioni muscolari che lo stress accumula soprattutto su collo, spalle e schiena, e a ritagliarsi uno spazio di ascolto che nella vita di tutti i giorni raramente ci si concede.
Chi frequenta il mio studio con una certa regolarità, non necessariamente spesso ma con costanza, spesso mi racconta che le pratiche quotidiane diventano più facili da mantenere proprio grazie a questi momenti periodici: la seduta funziona un po’ come un promemoria del corpo, un punto fermo che aiuta a non perdere il filo delle buone abitudini.
Quando lo stress richiede altro
Se lo stress o l’ansia che si vivono sono intensi, persistenti o interferiscono in modo significativo con la vita quotidiana, il passo giusto è parlarne con il proprio medico o con uno specialista della salute mentale. Lo Shiatsu è una disciplina bio-naturale di benessere, non una pratica sanitaria: può accompagnare un percorso di gestione dello stress, ma non sostituisce una valutazione clinica quando è necessaria.
Un piccolo passo per iniziare
Se in questo momento senti che lo stress quotidiano ti sta pesando, il consiglio che darei è di partire da un’unica abitudine, non da dieci insieme. Sceglierne una tra quelle di cui ho parlato, che sia la respirazione, una pausa consapevole o una routine serale, e provare a mantenerla per due settimane, prima di aggiungerne un’altra.
Se poi vuoi capire come una seduta di Shiatsu potrebbe inserirsi nel tuo percorso personale di gestione dello stress, sono disponibile per una breve consulenza telefonica conoscitiva, gratuita e senza impegno, di circa dieci minuti: è un modo semplice per raccontarmi la tua situazione e capire insieme se e come posso esserti utile. Se non hai mai provato una seduta, trovi qui cosa aspettarti dalla prima seduta di Shiatsu. Mi trovi in studio a Pescara, solo su appuntamento: trovi tutti i contatti qui sotto.







