È mezzanotte passata. La luce è spenta da un pezzo, il telefono è sul comodino a faccia in giù, e tu sei lì a fissare il soffitto. La testa non ne vuole sapere di fermarsi: ripassa la riunione di domani, torna su una frase detta male a cena, compila la lista della spesa. Ti giri su un fianco, poi sull’altro, controlli l’ora e scopri che è già l’una e mezza. Più ti sforzi di dormire, più il sonno si allontana.
Oppure ti addormenti appena appoggi la testa sul cuscino, stanco morto, e per qualche ora va tutto bene. Poi, nel cuore della notte, gli occhi si aprono da soli. Sei sveglio di colpo, lucido, a volte con il cuore che batte un po’ più forte, e il sonno non torna. Resti lì ad aspettare la sveglia, e la mattina ti alzi già stanco.
I disturbi del sonno sono molto comuni, e quasi sempre somigliano a una di queste due scene. Sembrano lo stesso problema, ma con lo Shiatsu li affronto in modo diverso.
Quando la mente non si spegne
Se ti riconosci nella prima scena, sappi che è una delle situazioni più comuni, e che la forza di volontà c’entra poco. Quando la giornata è stata piena, il sistema nervoso resta acceso anche dopo che abbiamo spento la luce: il corpo è stanco, ma una parte di noi continua a vigilare, a ripassare, a preparare il giorno dopo. È proprio questo stato di vigilanza a tenere lontano il sonno.
In seduta l’obiettivo è aiutare il sistema nervoso a scendere di giri, con gradualità, senza forzarlo. Calmarlo, però, non significa stordirlo. Quello che cerco è una calma lucida, quella in cui riesci a guardare i tuoi pensieri senza esserne travolto.
Durante il trattamento il respiro si fa più lento, le spalle si abbassano, e a un certo punto i pensieri smettono di rincorrersi. Rallentano, si mettono in fila, trovano un loro posto. È come se la persona riuscisse finalmente a sistemare quello che la teneva sveglia e a fare pace con la propria giornata. A fine seduta molti me lo descrivono così: la testa non è vuota, è in ordine. Ed è da una testa in ordine che il sonno arriva più facilmente.
Quando ci si sveglia di notte
La seconda scena è più subdola, perché la sera sembra andare tutto bene. Ci si addormenta senza fatica, e proprio per questo il risveglio nel cuore della notte lascia spiazzati: perché adesso, se ero così stanco?
Dietro questo schema trovo spesso uno stress che dura da tempo. Il nostro corpo è fatto per reagire allo stress con una risposta di allerta, utile quando è breve. Se però lo stress si prolunga per settimane o mesi, quella risposta non si spegne più del tutto: il cortisolo, l’ormone dell’allerta, resta alto, e il corpo continua a stare di guardia anche mentre dormi. A quel punto basta poco per riportarlo sveglio.
Altre volte c’è di mezzo un cambiamento ormonale, come accade spesso in menopausa, quando i risvegli notturni diventano all’improvviso una presenza fissa.
Quando la radice è lo stress, la prima cosa che faccio è osservare come si manifesta in quella persona, perché ognuno lo porta in un posto diverso.
A volte si è annidato nel respiro. Lo vedo appena la persona si sdraia: un respiro corto, alto, che si ferma nel petto e non scende mai verso la pancia, con un diaframma che lavora come se fosse sempre sotto sforzo. Molti non se ne accorgono nemmeno, perché ci si sono abituati. In questi casi lavoro proprio sul diaframma, per sbloccarlo, e seduta dopo seduta è bello vedere il respiro tornare ampio e profondo.
Altre volte è tutto il sistema nervoso a restare in allarme, anche quando la persona sembra tranquilla. Allora dedico gran parte della seduta alla schiena, con un lavoro lento e avvolgente che punta ad armonizzare il parasimpatico, la parte del sistema nervoso che governa il riposo e il recupero. È quella che di notte dovrebbe prendere il comando, e che nello stress prolungato fatica a farlo.
Cosa cambia nel tempo
Per alcune persone qualcosa cambia già la notte dopo la prima seduta. Per altre servono qualche settimana e un po’ di costanza, ed è giusto saperlo per non scoraggiarsi.
In entrambi i casi, quello che mi raccontano sono cambiamenti piccoli che fanno una grande differenza. Ci si addormenta prima, senza dover lottare con i pensieri. Ci si sveglia meno, e quando succede si riesce a riprendere sonno. La mattina ci si alza con la sensazione di aver riposato, invece che di aver passato la notte in trincea. E ogni notte buona rende un po’ più facile quella dopo.
Cosa puoi fare a casa
Tra una seduta e l’altra ti chiedo tre cose semplici: dedica qualche minuto al respiro, cammina ogni giorno e la sera, prima di andare a letto, massaggiati i piedi. Se dormi sul fianco, prova anche a mettere un cuscino sotto il ginocchio piegato, o ad abbracciarne uno: è quello che faccio durante i trattamenti, e molte persone scoprono che a casa le aiuta a rilassarsi. Trovi altri spunti nell’articolo sulla routine serale per dormire meglio e in quello su come gestire lo stress quotidiano.
Se l’insonnia dura da settimane o mesi, o ti senti esausto per gran parte della giornata, il primo passo è parlarne con il tuo medico: lo Shiatsu può affiancare il suo percorso, mai sostituirlo.
Soffri di disturbi del sonno? Contattami
Se da troppo tempo le tue notti non ti fanno riposare, parliamone. Per chi mi contatta per la prima volta offro anche una breve consulenza telefonica gratuita di circa 10 minuti. Contattami ora per un appuntamento o per fissare la consulenza.
Lo Shiatsu è una disciplina bio-naturale di benessere, non una pratica sanitaria: non sostituisce diagnosi, cure o pareri medici.







