Shiatsu e massaggio Thai vengono confusi più spesso di quanto si pensi: tra le persone che mi chiedono informazioni sullo Shiatsu, non è raro che salti fuori anche il massaggio Thai. In parte si capisce perché, entrambe le discipline affondano le radici in tradizioni antiche di pressione su punti e linee energetiche, ed entrambe si praticano restando vestiti, senza oli. Ma sono percorsi diversi, con storie e tecniche proprie.
Nel mio lavoro mi occupo di Shiatsu, non di massaggio Thai: non è la mia disciplina e non lo pratico direttamente. Mi capita però spesso di raccogliere domande su questa e altre discipline benessere, e ho pensato fosse utile mettere insieme qualche informazione chiara per chi, a Pescara, sta cercando di orientarsi tra le diverse opzioni.
Le origini del massaggio Thai
Il massaggio Thai tradizionale è conosciuto in Thailandia come Nuad Boran, che si può tradurre come “massaggio antico”. La tradizione orale lo fa risalire alla figura di Shivago Komarpaj (conosciuto anche come Jivaka Kumar Bhaccha), un medico indiano vissuto oltre duemila anni fa e considerato, nella cultura thailandese, il padre fondatore di questa pratica.
Nel corso dei secoli la tecnica si è sviluppata intrecciando influenze diverse: elementi della medicina ayurvedica indiana, della medicina tradizionale cinese e pratiche indigene del Sud-est asiatico si sono fusi in un sistema originale, tramandato per lungo tempo soprattutto per via orale all’interno dei templi buddisti.
Il ruolo del tempio Wat Pho
Un capitolo importante di questa storia riguarda il Wat Pho di Bangkok, uno dei templi più antichi della città. Nell’Ottocento, per volere del re Rama III, sulle pareti del tempio furono incise iscrizioni e diagrammi che documentavano le linee energetiche e i punti di pressione utilizzati nel massaggio tradizionale, nel tentativo di preservare un sapere che rischiava di andare perso. Ancora oggi il Wat Pho ospita una delle scuole di medicina tradizionale thailandese più riconosciute, e nel 2019 l’UNESCO ha inserito il Nuad Thai nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Come si svolge una seduta
A differenza di molti massaggi occidentali, il massaggio Thai non si pratica su un lettino con oli, ma su un futon o un materasso steso a terra, mantenendo l’abbigliamento comodo indosso. Chi lo riceve non resta passivo: viene guidato in una serie di posizioni e movimenti assistiti che ricordano, per certi versi, alcune posture dello yoga, motivo per cui all’estero viene talvolta chiamato anche “Thai yoga massage”.
Le linee sen e la pressione
La teoria alla base della tecnica si fonda sul concetto di sen, linee energetiche che secondo la tradizione percorrono il corpo: nella teoria classica se ne contano un numero molto elevato, ma la pratica si concentra soprattutto su dieci linee principali (sen sib). Chi esegue il trattamento applica pressioni progressive lungo queste linee usando mani, pollici, avambracci, gomiti, ginocchia e talvolta i piedi, alternando questo lavoro a manovre di stretching assistito e mobilizzazioni articolari.
Il massaggio Thai è quindi una tecnica dinamica, che coinvolge nel movimento anche chi lo riceve, attraverso stiramenti assistiti e mobilizzazioni. Lo Shiatsu funziona in modo diverso: chi lo pratica lavora restando più fermo, applicando il proprio peso corporeo con pressioni sostenute su punti precisi lungo i meridiani, senza le manovre di stiramento e mobilizzazione più ampia tipiche del massaggio Thai.
I benefici percepiti, secondo chi lo pratica
Chi frequenta il massaggio Thai riporta spesso una sensazione di maggiore mobilità articolare e muscolare nelle ore successive alla seduta, oltre a una percezione di rilassamento generale. Lo stretching assistito, in particolare, viene descritto da molti come utile per allentare tensioni accumulate, soprattutto a livello di spalle, schiena e gambe.
Sono effetti percepiti e riportati da chi riceve il trattamento, non risultati clinicamente garantiti. Come per ogni disciplina bio-naturale, il massaggio Thai può favorire il rilassamento e rappresentare un supporto al benessere psicofisico, ma non sostituisce in alcun modo una valutazione medica, una diagnosi o una cura per condizioni specifiche.
Per chi può essere indicato
Il massaggio Thai viene generalmente scelto da chi cerca un’esperienza più fisica e dinamica rispetto ad altre forme di massaggio, magari perché già abituato allo stretching o alla pratica yoga. Va comunque considerato con attenzione da chi ha problemi articolari significativi, patologie della colonna vertebrale, osteoporosi o è in gravidanza: in questi casi la valutazione di un medico prima di iniziare qualsiasi trattamento di questo tipo resta indispensabile, e va sempre segnalata a chi esegue il massaggio.
Shiatsu e massaggio Thai: radici comuni, strade diverse
Come accennavo all’inizio, Shiatsu e massaggio Thai condividono alcune radici lontane: entrambi derivano da tradizioni asiatiche che lavorano sul concetto di energia e punti di pressione lungo il corpo, ed entrambi si praticano vestiti. Ma le tecniche, gli strumenti e le impostazioni corporee sono differenti, così come la loro storia specifica.
Il mio lavoro di tutti i giorni, qui a Pescara, è lo Shiatsu, ed è su questo che posso parlarti per esperienza diretta. Una cosa che noto spesso in chi lo prova la prima volta: apprezza il fatto di non doversi muovere, stirare o assumere posizioni particolari come nel massaggio Thai. Nello Shiatsu il tuo corpo resta fermo e rilassato per tutta la seduta: ricevi pressioni continue che seguono il tuo ritmo, senza dover assecondare o aiutare il movimento quando ti muovo un braccio o una gamba, e il lavoro si adatta a te momento per momento, non a uno schema fisso di posizioni da eseguire insieme a chi opera. Per chi cerca un rilassamento profondo senza una componente fisica impegnativa, è spesso la scelta che si rivela più adatta.
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