Reiki è una parola che si incontra ovunque nel mondo del benessere: studi olistici, centri benessere, a volte persino i reparti ospedalieri come proposta complementare. Eppure, quando chiedo a chi la nomina cosa significhi davvero, la risposta è quasi sempre vaga. Ho deciso di raccogliere qui lo spirito di questa disciplina per chi, a Pescara, si sta chiedendo se provarla, e di raccontarti anche perché io, alla fine, ho scelto una strada diversa: lo Shiatsu.
Cos’è il Reiki
Il Reiki è una pratica di origine giapponese che nasce da un’idea semplice e affascinante: quella di un’energia vitale universale, il Ki, che ognuno di noi può imparare a canalizzare per il proprio benessere e quello di chi ci circonda. Il nome stesso lo racconta: “rei” (universale) e “ki” (energia vitale, lo stesso concetto che altre tradizioni chiamano “qi” o “chi”). Chi pratica Reiki appoggia le mani, con leggerezza, sul corpo di chi riceve, o le tiene a breve distanza da esso, con l’intento di favorire un profondo stato di rilassamento e riequilibrio.
È una pratica energetica e spirituale, non una terapia medica: non sostituisce cure, diagnosi o percorsi prescritti da un medico, ma questo non le toglie nulla come esperienza di cura di sé e di ascolto interiore, che è poi il motivo per cui tante persone continuano a sceglierla.
Le origini: da Mikao Usui a oggi
Il Reiki come lo conosciamo nasce in Giappone nei primi anni ’20 del Novecento, per opera di Mikao Usui, che nel 1922 avrebbe messo a punto il metodo dopo un periodo di studio e meditazione. Da lì la pratica si è diffusa prima in Giappone e poi, a partire dalla metà del secolo scorso, in Occidente, dove ha assunto forme e scuole diverse: Usui Reiki, Reiki Tradizionale Giapponese, e varie altre correnti nate nel tempo. Questa diversificazione fa sì che, oggi, operatori formati in scuole differenti possano avere approcci anche piuttosto diversi tra loro nella pratica concreta.
Come si svolge una seduta tipica
Al di là delle differenze tra scuole, la struttura di una seduta di Reiki segue in genere uno schema abbastanza riconoscibile. L’operatore fa solitamente qualche domanda sul tuo stato generale, non una vera e propria anamnesi clinica ma una chiacchierata per capire cosa ti porta lì. Ci si sdraia vestiti su un lettino, in un ambiente tranquillo, spesso con luci soffuse e una musica di sottofondo.
Durante la seduta, le mani vengono appoggiate, o tenute a pochi centimetri dal corpo, seguendo una sequenza di posizioni che copre solitamente testa, tronco e arti. Il contatto, quando c’è, è leggero e fermo: non ci sono manipolazioni come nel massaggio o nello Shiatsu, ma una presenza raccolta e prolungata in ogni punto. Una seduta dura in genere tra i 45 e i 60 minuti.
Il Reiki a distanza
Uno degli aspetti più particolari, e più spesso frainteso, del Reiki è la possibilità di praticarlo a distanza: nel metodo Usui Reiki Ryōhō viene chiamato enkaku chiryo. Non si tratta di una session per telefono nel senso comune del termine, ma di una tecnica meditativa e simbolica, insegnata generalmente al secondo livello, in cui l’operatore si mette in relazione con la persona anche quando non è fisicamente presente, attraverso simboli specifici, la visualizzazione e un’intenzione focalizzata: a volte basta un nome o una fotografia come riferimento simbolico. Chi lo pratica sostiene che l’energia non sia limitata da spazio e tempo, e che l’efficacia resti la stessa sia che il ricevente si trovi nella stanza accanto sia a migliaia di chilometri di distanza. È uno degli aspetti più identitari della tradizione Reiki, già insegnato dai tempi di Usui, non un’aggiunta recente o una scorciatoia.
Cosa si prova
Le persone che hanno provato il Reiki riportano sensazioni molto soggettive, e l’esperienza cambia parecchio da persona a persona. Alcuni descrivono una sensazione di calore o di leggero formicolio sotto le mani dell’operatore, altri un rilassamento profondo che porta quasi ad addormentarsi, altri ancora non notano nulla di particolare durante la seduta ma un senso di quiete nelle ore successive. Non c’è un modo giusto di sentire: è un’esperienza personale, non uno standard misurabile.
I benefici percepiti
Chi pratica Reiki con costanza riferisce spesso:
- una sensazione di rilassamento e di riduzione della tensione percepita
- un momento dedicato a sé, lontano da stimoli e distrazioni
- un senso soggettivo di maggiore calma nei giorni successivi alla seduta
- un supporto al benessere percepito in periodi di stress o affaticamento
Sono benefici riportati su base individuale, legati al vissuto soggettivo di chi li racconta. Per un problema di salute specifico, il primo interlocutore resta sempre il proprio medico.
Come scegliere un operatore, se decidi di provarlo
Se dopo aver letto tutto questo decidi di fare un’esperienza di Reiki a Pescara, qualche accorgimento pratico può aiutarti a scegliere con più serenità: informati sul percorso di formazione dell’operatore e sulla scuola di riferimento, chiedi come si svolge una seduta prima di prenotare, e preferisci chi parla di supporto al benessere piuttosto che di risultati garantiti o di cura di malattie specifiche.
Perché io pratico Shiatsu
Lo Shiatsu, la disciplina che pratico ogni giorno nel mio studio a Pescara, nasce da un principio che mi ha sempre parlato in modo diretto: prima di poter accompagnare qualcun altro verso l’equilibrio, l’operatore lavora sul proprio. Attraverso l’allenamento del respiro e la ricerca del proprio centro energetico, il tandén, costruisco una stabilità radicata a terra. Ed è proprio da questa base ferma che nasce la possibilità di un dialogo vero con chi ricevo: non a parole, ma attraverso le mani. Ogni pressione diventa un ascolto in tempo reale di come il corpo dell’altro risponde, si irrigidisce o si rilassa, e si adatta di conseguenza, istante dopo istante. Non è una tecnica applicata dall’esterno secondo uno schema fisso, ma una presenza costruita prima ancora di toccare la persona, e rinnovata in ogni istante della seduta.
È questa radicazione, più che il Reiki in sé, ad avermi fatto scegliere lo Shiatsu come mio percorso. Se questo modo di lavorare ti incuriosisce, trovi qui cosa aspettarti dalla prima seduta, oppure trovi tutti i contatti qui sotto per una chiacchierata conoscitiva gratuita. Ho raccolto anche una panoramica più ampia delle discipline di benessere disponibili in città nella guida ai massaggi a Pescara.







