Magari arriva senza preavviso, sempre dallo stesso lato, e per qualche ora ti costringe a stare al buio: la luce dà fastidio, ogni rumore sembra amplificato, e non resta che aspettare che passi. Oppure comincia a metà pomeriggio, dopo ore davanti al computer: prima un peso dietro gli occhi, poi una fascia che stringe la fronte, e il resto della giornata lo passi a cercare una posizione che non faccia male.
Il mal di testa e l’emicrania sono disturbi molto comuni, e chi ne soffre sa quanto possano condizionare il lavoro, gli impegni, a volte perfino l’umore. Ognuno li vive a modo suo, ma nella pratica distinguo quasi sempre due quadri, quelli delle due scene che hai appena letto, e con lo Shiatsu li affronto in modo diverso.
Emicrania: quando il dolore torna dallo stesso lato
Se ti riconosci nella prima scena, sai già che l’emicrania ha un carattere preciso: colpisce spesso un solo lato della testa e torna, a volte con una regolarità quasi da calendario. Chi ne soffre impara presto a riconoscerne i segnali: un cambio di pressione o di umidità nell’aria, un colpo di freddo, periodi in cui il corpo sembra portarsi dietro un’infiammazione di fondo. Nelle donne il calendario è spesso quello del ciclo, perché le variazioni ormonali influiscono su tante situazioni, e il mal di testa è una di queste.
Con l’emicrania il lavoro principale è sui meridiani. Sull’infiammazione in sé non posso intervenire direttamente. Quello che posso fare è lavorare sugli squilibri che, nella lettura su cui si basa lo Shiatsu, accompagnano questi episodi: zone del corpo in cui l’energia ristagna e altre in cui manca. Riportare equilibrio dove il corpo si è sbilanciato è l’approccio più classico dello Shiatsu, ed è un lavoro che chiede tempo. Con la costanza, però, molte persone mi raccontano che gli episodi arrivano meno spesso, o con meno forza, e che quando arrivano li affrontano con meno paura.
Se mi chiami nel pieno di una crisi, ti chiederò di aspettare. In quelle ore la luce dà fastidio, ogni movimento pesa e a volte anche un tocco leggero è troppo: il momento giusto per lavorare è tra un episodio e l’altro, quando il corpo può accogliere il trattamento invece di difendersi.
Mal di testa da stanchezza
La seconda scena è quella del mal di testa che arriva a fine giornata, figlio della stanchezza, quello che in ambito medico viene spesso chiamato cefalea tensiva. Può essere la stanchezza degli occhi, dopo ore a fissare uno schermo, o quella di una giornata fatta di riunioni, scadenze e decisioni, in cui la testa non si è mai fermata. Quasi sempre, dietro, c’è anche un corpo rimasto fermo troppo a lungo: collo e spalle rigidi, la schiena incollata alla sedia, articolazioni che non si muovono da ore.
E poi c’è la mascella. Molte persone serrano i denti senza accorgersene, di giorno quando si concentrano o di notte mentre dormono, e spesso se ne rendono conto solo quando ci lavoro e la sentono dura, contratta. Quella tensione non resta lì: sale tra mascella e tempie fino alla testa.
In questi casi il lavoro può essere più fisico. Ridare tono ai muscoli e movimento alle articolazioni significa restituire al corpo quello che la giornata gli ha tolto, e molte persone a fine seduta si sentono come dopo una lunga passeggiata, più sciolte e più leggere. La base, però, resta il lavoro sui meridiani, per riequilibrare lo stato generale da cui il dolore nasce.
Collo e parte alta della schiena: da dove parto quasi sempre
Che si tratti di emicrania o di mal di testa da stanchezza, c’è una zona da cui passo quasi sempre: le cervicali e la parte alta della schiena, cioè spalle, trapezi e scapole. In chi soffre di mal di testa la trovo spesso rigida, come se sangue e linfa faticassero a scorrere e ristagnassero proprio lì. Molte persone se ne stupiscono: vengono per la testa, e scoprono che il nodo stava più in basso.
Quando quella zona si libera, il sollievo arriva spesso già durante la seduta o subito dopo, ed è uno dei momenti in cui le persone si accorgono di più del cambiamento: la testa si fa più leggera, lo sguardo più aperto. Una circolazione sanguigna e linfatica più libera aiuta i tessuti a ricevere ossigeno e nutrimento e a smaltire le sostanze di scarto che si accumulano dove il movimento manca.
Perché il beneficio duri, però, serve un cambiamento più profondo della condizione generale. Sbloccare collo e spalle dà sollievo; lavorare sui meridiani, seduta dopo seduta, aiuta quel sollievo a restare.
I punti Shiatsu per il mal di testa
Nella tradizione su cui si basa lo Shiatsu alcuni punti tornano spesso quando si parla di mal di testa. Il primo lo conosci anche se non sai di conoscerlo: sono le due fossette alla base del cranio, ai lati della nuca, lungo il meridiano della Vescicola Biliare. È lì che istintivamente premiamo i pollici quando la testa pesa, e lavorarci aiuta a sciogliere proprio la zona dove la tensione si accumula di più.
Lavoro anche su mascella e tempie, soprattutto con chi serra i denti, e sul punto tra le sopracciglia, quello che molti chiamano terzo occhio: favorisce il rilassamento ed è prezioso quando il mal di testa arriva insieme allo stress.
Il punto più famoso per il mal di testa sta invece sulla mano, nell’incavo tra pollice e indice. Puoi stimolarlo anche da solo, con una pressione decisa per qualche respiro; in gravidanza, però, va evitato. In seduta, come sempre, questi punti fanno parte di un lavoro più ampio su tutto il corpo.
Cosa puoi fare a casa
Tra una seduta e l’altra puoi fare molto. Se passi ore davanti a uno schermo, regala spesso agli occhi una pausa: alza lo sguardo e guarda lontano, fuori dalla finestra se puoi. Bevi durante la giornata, perché la disidratazione è uno dei fattori più comuni del mal di testa, e tieni orari di sonno il più possibile regolari. La sera, qualche minuto di massaggio su nuca e spalle, accompagnato da respiri lenti, aiuta a chiudere la giornata con la testa più leggera.
Un ultimo consiglio, forse il più utile: tieni un piccolo diario. Annota quando arriva il mal di testa, che tempo faceva, come avevi dormito, quante ore avevi passato allo schermo, in che momento del ciclo eri. Dopo qualche settimana gli schemi saltano spesso fuori da soli, e sono informazioni preziose anche per impostare il lavoro insieme.
Cosa dice la ricerca
Sulla digitopressione, la tecnica più vicina allo Shiatsu nel lavoro sui punti, esiste qualche studio interessante. In uno studio clinico pubblicato nel 2010 (consultabile qui), 28 persone con mal di testa cronico sono state divise in due gruppi: un mese di digitopressione per il primo, un mese di farmaco miorilassante per il secondo. Il gruppo trattato con la digitopressione ha riportato un dolore più basso alla fine del trattamento, con una differenza ancora presente dopo sei mesi, e tra i punti usati più spesso c’era proprio quello alla base del cranio. È uno studio piccolo e riguarda la digitopressione, non lo Shiatsu nel suo insieme: lo cito come un’indicazione incoraggiante, non come una prova definitiva.
Shiatsu per il mal di testa: quando aiuta di più
Nella mia esperienza, lo shiatsu per il mal di testa dà i risultati migliori quando il dolore è legato a stanchezza, tensione accumulata o periodi di stress prolungato: in questi casi spesso bastano poche sedute per sentire la differenza. Con l’emicrania serve più pazienza, ma è proprio con chi ne soffre da anni che un lavoro costante può cambiare il rapporto con il dolore.
Se il mal di testa è molto intenso, cambia caratteristiche all’improvviso o si accompagna ad altri sintomi, il primo passo è sempre il medico.
Soffri di mal di testa o emicrania? Contattami
Se mal di testa ed emicrania ti rovinano le giornate, parliamone: insieme capiamo quale dei due quadri ti somiglia di più e da dove partire. Per chi mi contatta per la prima volta offro anche una breve consulenza telefonica gratuita di circa 10 minuti. Contattami ora per un appuntamento o per fissare la consulenza.
Lo Shiatsu è una disciplina bio-naturale di benessere, non una pratica sanitaria: non sostituisce diagnosi, cure o pareri medici.







